Ott 25

Molti specialisti di SEM stanno guardano con interesse alla long tail delle chiavi di ricerca per scovarvi nuovi possibilità di incremento del traffico a basso costo, ma non pochi avanzano dubbi e perplessità sull’opportunità di investire energie e tempo in un’operazione dagli esiti imprevisti e dal non sicuro ritorno.

L’espressione long tail -coda lunga- risale ad un ormai celebre articolo pubblicato nel 2004 su Wired Magazine, dove Chris Anderson illustrava un fenomeno di cui non si ha, generalmente, immediata percezione: in una ideale curva di distribuzione statistica, la testa rappresenta un numero limitato di eventi ad alta frequenza, mentre la coda della curva rappresenta un’insieme di eventi poco frequenti, ma molto più numerosi. La somma di questi eventi “minimi”supera, il più delle volte, quella dei pochi eventi ad alta frequenza.

Utilizzando lo stesso schema di ragionamento per l’analisi degli accessi, ci accorgiamo che esistono poche chiavi di ricerca che generano alto traffico e numerose altre query che di per sé ne generano poco, ma che sommate rappresentano forse la porzione maggiore del volume di traffico complessivo registrato dal sito.

Riportiamo di seguito la long tail del nostro sito www.nascar.it:

 


Molti SEO specialist già fremono di fronte alla possibilità di posizionare il sito per chiavi di ricerca come quelle della long tail, poco competitive e con un alta probabilità di conversione. Ma forse il gioco non vale la candela. Intraprendere un lungo e impegnativo lavoro di SEO per posizionarsi su chiavi di ricerca a basso traffico appare, da subito, un dispendio ingiustificato di energie e risorse. Allo stesso modo, tentare di posizionarsi per le top keyword attraverso una campagna pay per click, per giunta in settori altamente competitivi come quello turistico, per esempio, potrebbe rivelarsi soltanto un infruttuoso e avventato scialacquamento di denaro. Per questi motivi, alcuni propongono una strategia combinata che utilizzi il pay per click per posizionarsi nella long tail e il caro vecchio lavoro di SEO per conquistare il buon piazzamento nella SERP per le keyword più generiche e soggette a concorrenza.

Ma anche questa soluzione sembra essere dispendiosa e inutile: il volume di traffico generato dalle keyword della long tail deriva, infatti, dalla somma di tutte le chiavi di ricerca dello stesso genere; prese singolarmente, quelle chiavi sono a basso traffico, quindi non è affatto giustificato l’investimento economico per “coprirle”. In teoria, potremmo ottenere un ritorno solo se ci posizionassimo per ogni singola chiave “minore”, ma farlo per tutte è praticamente impossibile.

Ma ancor più importante da considerare è il fatto che sono solo i siti molto estesi e ricchi di contenuto a generare una “coda lunga” e a godere del suo benefico effetto, per lo più portali, come quelli di e-commerce ad ampia offerta o di prenotazione di viaggi, che presentano abbondanza e varietà. Nella maggioranza dei casi, invece, i siti commerciali hanno un contenuto fortemente specializzato e generano quindi solo una sorta di “variazione sul tema” di precise chiavi.

Probabilmente, ci si deve rassegnare al fatto che il posizionamento nella long tail non è poi così controllabile, dal momento che si tratta di chiavi molto specifiche e quindi composte secondo una logica personale non perfettamente ricostruibile, e che esso sia l’incontrollabile quanto apprezzato “effetto collaterale” di un attento lavoro di SEO e di una minuziosa stesura dei contenuti. Ma l’utilità della long tail non è solo questa: per un occhio acuto e curioso, può diventare una fonte inesauribile di informazioni sulle nuove tendenza di ricerca degli utenti e permettere magari di individuare le chiavi che diverranno poi delle top keyword.

Lazzaro Picardi
web marketing manager

 

 

5 commenti

  1. sono d’accordo.
    più che guardare alla long tail come obiettivo da raggiungere per mezzo di SEO o PPC, la guarderei come un bacino dove raccogliere preziose informazioni.
    può essere che dalla long tail salti fuori una parola chiave che genera una conversione maggiore rispetto a quella che avevo individuato attraverso analisi e studi, da qui potrei modificare l’ottimizzazione di tale documento e riuscire a guadagnare dei posizionamenti per quella chiave che, dati alla mano, nel mio sito genera maggiori conversioni.

    inoltre vorrei fare un’osservazione: la coda è spesso composta da query string costituite da più di due o tre termini, query che, molto probabilmente, non avevamo infilato nei nostri obiettivi SEO, ma dove ci siamo comunque posizionati.
    infatti, dal mio punto di vista, posizionarsi per la long tail è uno spreco perchè:
    1. è un’analisi superficiale
    2. spesso siamo già posizionati per quelle chiavi

    quindi torno al primo punto e concordo con la chiusura del post: vedo la long tail come un prezioso bacino di informazioni circa il comportamento dell’utente ed il suo utilizzo dei motori di ricerca.

    :)

  2. […] e originali, in grado di intercettare anche le ricerche degli utenti più specifiche (effetto Long Tail). Le performance e i tempi di posizionamento dipendono molto dalla competitività del settore in […]

  3. […] Ma non solo. La produzione differenziata e continua di contenuti originali è, inoltre, un fattore decisivo per il posizionamento seo all’interno dei risultati organici dei motori di ricerca: questi, infatti, privilegiano nell’indicizzazione i siti ricchi di contenuti originali (non duplicati o copiati da altri siti), per assicurare agli utenti il reperimento di informazioni il più possibile coerenti con le chiavi di ricerca utilizzate. Un sito con contenuti mirati e differenziati permette di intercettare ricerche specifiche e raffinate che veicolano traffico selezionato ad elevato tasso di conversione (effetto Long Tail delle keyword). […]

  4. […] lunghe. Ma dal punto di vista seo complica alquanto la situazione: neutralizza l’effetto Long-Tail e concentra la competizione su un gruppo ristretto di keyword molto […]

  5. […] Vediamo perché. Offrire al consumatore, non solo prodotti, ma anche informazioni di suo interesse, aumenta la capacità di recapture del sito e innesca un processo di fidelizzazione del cliente difficilmente reversibile: l’utente, motivato a tornare sul sito, lo visiterà in cerca di novità e aggiornamenti e, se sarà soddisfatto dei contenuti, si instaurerà una relazione di fiducia con il brand e quindi una maggiore predisposizione all’acquisto. In secondo luogo, un web site aggiornato e ricco di contenuti, non duplicati e pensati in ottica seo, otterrà naturalmente una maggiore visibilità sui motori di ricerca - che privilegiano nell’indicizzazione i siti ricchi di testi originali - giovando dell’effetto della cosiddetta “Long Tail“. […]

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