Google lancia il Panda Update e dichiara guerra alle content farm
2011 ore 9,32 postato da nascar
Era da tempo che se ne parlava in rete, ma ora la notizia ha finalmente i crismi dell’ufficialità: Google ha da poco rilasciato il cosiddetto “Panda Update“, l’aggiornamento concepito per dare battaglia ai siti web di scarsa qualità (o, se preferite, chiamateli content farm, ossia “fabbriche di contenuti”). Webmaster e SEO specialist di tutto il mondo l’attendevano già da un po’, tra curiosità e preoccupazione, visti i possibili effetti che l’ultima trovata made in Google potrebbe determinare d’ora in avanti.
Ma qual è il retroscena che ha spinto l’azienda di Mountain View a ripensare i criteri di valutazione dei siti presenti nel proprio indice? Per avere una risposta a questo interrogativo è necessario fare un piccolo salto nel passato.
Con l’avvento di “Caffeine“, l’algoritmo che riduce sensibilmente i tempi necessari affinchè una pagina web venga indicizzata, si era venuta a creare una situazione per cui il motore di ricerca, talvolta, tendeva a privilegiare nelle SERP i contenuti più “freschi”, quelli cioè riversati da poco sul web, senza però considerare la qualità dei contenuti stessi o della fonte che li generava. In virtù di questo criterio, quindi, poteva accadere che siti poco autorevoli si posizionassero meglio rispetto ad altri decisamente più trust. Per far fronte a questa problematica, Google ha pensato di introdurre nuovi parametri di giudizio che andranno a premiare le pagine web con contenuto originale e qualitativamente elevato, penalizzando invece quelle di scarso valore.
Laddove il “Panda Update” è già attivo gli effetti non hanno tardato a farsi sentire, assumendo in alcuni casi le proporzioni di una vera e propria “strage” (e siamo solo all’inizio). Pensiamo ad esempio a quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove a portali come Mahalo.com, Ciao.co.uk e Answers.com (solo per citarne alcuni) non è bastato fregiarsi dell’appellativo di “colossi del web” per salvarsi dalla longa manus di Google Panda: l’algoritmo ha infatti determinato dei crolli clamorosi in termini di traffico, con perdite che arrivano perfino al 98%.
Come reagire dunque di fronte a questo fenomeno (che, lo ricordiamo, è in arrivo anche da noi)? Come mettersi al riparo dalla rivoluzione messa in atto dal “Panda Update”?
Ciò che allarma maggiormente gli addetti ai lavori è il non conoscere ancora con estrema chiarezza i parametri che Google riterrà fondamentali perché un sito possa essere ritenuto “meritevole” oppure no. Il concetto di “qualità” – specie se applicato al web – talvolta può infatti essere labile, e lascia aperte numerose interpretazioni che possono andare in una direzione piuttosto che in un’altra.
Nell’attesa che il quadro sia più limpido, e aspettando di vedere gli effetti che l’algoritmo determinerà in Italia, possiamo sintetizzare alcuni punti su cui abbiamo maggiori certezze. Con ogni probabilità, per evitare che il “Panda Update” penalizzi il nostro sito basta seguire questi semplici consigli:
- È indispensabile che tutte le pagine presentino sempre contenuti originali, di qualità e con informazioni utili per chi ci viene a visitare. Anche poche pagine che non rispetteranno questi criteri potranno avere come effetto una penalizzazione dell’intero sito;
- Limitare al massimo la presenza degli annunci di Google all’interno del sito (questo perché spesso e volentieri ancora oggi capita di trovare ai primi posti delle SERP siti web del tutto privi di contenuto, ma ricolmi di annunci Adsense);
- Evitare di affidarsi a servizi automatici di link building, la cui funzione il più delle volte è simile allo spam, con un’alta mole di collegamenti ipertestuali provenienti da fonti dalla dubbia affidabilità;
- Aprire quanto più possibile agli user generated contents, stimolando così la partecipazione attiva da parte degli utenti.
Il nostro punto di vista è che se si ha la “coscienza pulita”, ovvero se si è consapevoli di aver gestito i progetti web seguendo solo e soltanto strategie “white hat”, allora non c’è da temere più di tanto. Nonostante tutti gli allarmismi (che comunque rimangono leciti, per carità), riteniamo anzi che il “Panda Update” possa avere dei risvolti positivi, poiché la riorganizzazione delle SERP andrà a premiare quei siti che sapranno offrire ai visitatori informazioni realmente utili e pertinenti rispetto alle parole chiave con cui vengono trovati su Google. Non è un mistero, infatti, che i motori di ricerca tenderanno sempre più a privilegiare l’originalità e la qualità dei contenuti, avvalorando la celebre espressione “content is the king“.
Quali scenari dunque si prospettano per il futuro? Il nuovo algoritmo di Google dimostra una volta di più quanto il web sia un universo in continua evoluzione, una realtà in divenire i cui cambiamenti vanno affrontati con gli strumenti giusti. La nostra web agency, da questo punto di vista, si prepara ad accogliere il “Panda Update” con curiosità e, lasciatecelo dire, anche con un pizzico di serenità; uno stato d’animo che nasce dalla certezza di intraprendere ogni strategia SEO all’insegna della qualità e della trasparenza.




















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[…] agosto 2011 0 commenti Per chi non lo sapesse Panda è l’update dell’algoritmo di Google che si “propone” di penalizzare i siti […]
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[…] Update sbarca in ItaliaBy Admin – 2 settembre 2011Posted in: SEO, Web Per chi non lo sapesse Panda è l’update dell’algoritmo di Google che si “propone” di penalizzare i siti con contenuti […]
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