Nov 08

sede-google.jpgE’ di pochi giorni fa la notizia dell’entrata in funzione di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo QDF di Google (Query Deserves Freshness) che, come suggerito dal nome stesso, utilizza come parametro la “freschezza” dei contenuti proposti dai siti indicizzati.

L’algoritmo, inaugurato dalla casa di Mountain View nel 2007, nasce con l’intento di privilegiare nelle SERP i contenuti più recenti e aggiornati. Secondo alcune stime fornite direttamente da Google, il 35% delle query subirà l’influsso della nuova versione di QDF. In altri termini, su 100 ricerche effettuate dagli utenti, ben 35 saranno influenzate da questo criterio di valutazione.

Per avere un’idea più incisiva della portata del fenomeno, basterà fare un paragone con il Panda Update, che attualmente incide in media su 12 ricerche su 100: se consideriamo gli sconvolgimenti causati nel mondo del web dal “panda cattivo”, ci rendiamo conto effettivamente di quanto il motore di ricerca tenda sempre di più a dare importanza all’aggiornamento dei contenuti presenti nel proprio indice.

Dalle parole di Amit Singhal, ingegnere di Google, scopriamo qualcosa in più circa gli ambiti tematici delle query su cui agisce l’algoritmo. E’ evidente, anzitutto, che i cambiamenti maggiori avverranno in quei campi semantici nei quali è presente una naturale predisposizione alla rapidità della pubblicazione (ad esempio temi di attualità, notizie, tendenze). Tuttavia, anche i campi di informazione che manifestano una certa tendenza alla ricorrenza (eventi, conferenze annuali, spettacoli), potranno risentire dell’effetto di QDF. Insomma, tutti gli ambiti nei quali l’utente si aspetta freschezza nelle informazioni subiranno l’azione dell’algoritmo di Google.

E per quanto riguarda le ricerche relative ad argomenti che non rientrano nelle tematiche di cui sopra? Prendiamo ad esempio un sito che parla di ricette culinarie: in quel caso non si ha a che fare con un contenuto soggetto alle leggi del real time, dunque anche pagine molto datate possono comunque mantenere intatto il proprio posizionamento.

L’interrogativo che rimane aperto, piuttosto, riguarda le possibili implicazioni che tale aggiornamento potrebbe avere sulla qualità delle informazioni che saranno immesse in rete nei prossimi tempi. In altri termini, se i SEO specialist e i webmaster, per non perdere visibilità, punteranno tutto sulla frequenza degli aggiornamenti, è lecito supporre che un pesante dazio potrebbe essere pagato alla pregevolezza dei contenuti proposti.

Il nostro punto di vista, come sempre, privilegia l’equilibrio: curare con cadenza periodica e non frenetica / massiva i contenuti del proprio sito, magazine o blog, utilizzando sempre testi originali e qualitativamente rilevanti, è la chiave migliore per “risultare graditi” sia agli occhi di Google che a quelli degli utenti (scopo ultimo, questo, di ogni attività SEO oriented).

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