Lo Iab Forum di quest’anno ha avuto tra le fila dei suoi relatori Sergio Esposito, direttore creativo della nostra web agency. Nell’ambito del workshop Social Networking / Web 2.0, Sergio ha presentato il suo intervento, dal titolo Web 2.0 e design: ieri come oggi, less is more, che si è svolto alle 16.30 del 3 novembre, durante la prima giornata della manifestazione, raccogliendo molti consensi tra i partecipanti.
La citazione presente nel titolo dell’intervento già ne anticipa, in parte, il contenuto, e introduce un accostamento che a prima vista potrebbe sembrare azzardato, ma che in realtà non solo è interessante, ma anche molto ben strutturato: quello tra web 2.0 e design industriale. Less is more. La celebre citazione dell’architetto Mies Van Der Rohe sintetizza al massimo il concetto di semplicità e minimalismo, e lo fa utilizzando solo tre parole: è infatti di per sé un esempio perfetto di sintesi e chiarezza. Nonostante risalga agli anni ’30 del ‘900, all’epoca del Bauhaus, che segnò la nascita del pensiero razionalista e funzionalista alla base del design industriale, il valore assoluto del concetto che esprime rende questa frase quanto mai attuale, al di là delle mode e dei tempi storici.
Cambiano infatti le mode, si susseguono le scuole di pensiero, ma l’approccio di chi si accinge a sviluppare progetti di design resta sempre ancorato all’autentico valore della semplicità, e ciò perché l’attenzione è focalizzata sull’utente finale in ogni fase della progettazione. Oggi come ieri, dunque, lo scopo primario di ogni designer è creare un prodotto semplice da usare, funzionale nella sua immediatezza, intuitivo in tutte le sue parti.
Questo discorso vale per noi soprattutto nel web design. Per la nostra web agency, infatti, l’interaction design deve mirare alla chiarezza del messaggio, alla semplicità con cui esso viene veicolato, alla capacità di entrare nella mente e nel cuore delle persone e di catturare l’attenzione dell’utente. Il valore d’uso intuitivo e lo spirito user friendly che caratterizzano le interfacce grafiche che sviluppiamo sono basati sulla funzionalità, sull’essenzialità e sulla capacità di sintesi. Troviamo soluzioni semplici a problemi complessi.
Ma si può essere essenziali e allo stesso modo creativi?
L’intervento di Sergio Esposito si è concluso proprio con una risposta a questa domanda:
Quando mi trovo di fronte ad un problema progettuale da risolvere, non penso mai alla soluzione in termini di bellezza, ma solo al modo in cui risolverlo. ma se alla fine, la soluzione adottata non è bella, allora capisco che è sbagliata. (Buckminster Fuller)
E’possibile effettuare il download della presentazione di Sergio Esposito al workshop cliccando su questo link.




















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[…] conclusione Voglio sottolineare che esistono brillanti esempi di giovani blogger dal futuro luminoso, ma è un dato di fatto che non tutti hanno la stessa fretta di vedere i risultati del proprio […]
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