Ott 27

manuele3.jpgIn principio era il marketing, con i suoi metodi convenzionali e che sapevano un po’ di tradizione. Poi qualcuno ha acceso la miccia, e da allora la comunicazione legata alla vendita di servizi e prodotti ha improvvisamente conosciuto il contagio. E le aziende oggi hanno capito che il viral rappresenta una nuova, interessante frontiera del marketing.

Se ne facessimo un discorso etimologico, non ci sarebbe da stare tranquilli. “Viral”, infatti, ha la sua radice nella parola “virus”, di latina memoria, che significa “veleno”. Ma per nostra fortuna, accostato a “marketing”, l’aggettivo assume tutto un altro valore. Perché rimanda all’idea di condivisione, partecipazione, coinvolgimento.
È come quando una barzelletta o una leggenda metropolitana finiscono sulla bocca di tutti. Bocca, appunto. Word of mouth, come amano dire gli angloamericani. Tradotto in italiano, significa “passaparola”. Contenuti che si diffondono, come virus, in maniera autonoma; messaggi che diventano immensamente popolari grazie alla potenza comunicativa in essi insita e al canale attraverso cui vengono irradiati.
Come possono le aziende trarre vantaggio dal marketing virale?

Partiamo col dire che il fenomeno è in rapida crescita, soprattutto in rete, tanto è vero che la già citata nozione di “word of mouth” sta lasciando spazio al concetto di “word of web“, ossia l’evoluzione del passaparola applicata alla comunicazione in internet. E sempre più manager e uomini d’affari hanno capito che le campagne di marketing hanno bisogno degli strumenti offerti dal web 2.0 per centrare i propri obiettivi. Il viral marketing è infatti visto dalle aziende come uno strumento per arrivare facilmente e in modo immediato al proprio target, usando un tipo di comunicazione che sia quanto più vicino possibile ai codici condivisi dai destinatari. In questo modo, la comunicazione cessa di essere semplicemente informativa, e diventa al contrario partecipativa. L’utente percepisce il brand vicino alle proprie esperienze, ne condivide i valori e li diffonde a macchia d’olio. E blog, forum, advergame, piattaforme social, Web Tv, sono i tanti tasselli che il web mette a disposizione delle aziende.

Se è proprio la rete a presentarsi come il canale ottimale per veicolare una campagna viral,  i motivi sono diversi.  Volendo essere venali, si tratta in primis di una questione di budget. Molte sono state le campagne virali realizzate a basso costo, ma capaci di ottenere un grande riscontro commerciale. Aggiungiamoci poi i social network, che mettono a disposizione dei brand importanti strumenti di condivisione, grazie ai quali sono gli utenti a veicolare il contenuto. In questo modo l’azienda ha diffuso il suo nome o accresciuto in modo esponenziale la brand awareness di un proprio prodotto in modo semplice e senza andare incontro a grosse spese.

In che modo si pone nascar nei confronti del viral?

La nostra web agency, da sempre attenta a studiare il web e le sue evoluzioni, conosce le straordinarie potenzialità che il viral marketing offre. Qualche mese fa abbiamo condotto il nostro primo esperimento viral, il video “Lasciarsi su Facebook”, veicolando il contenuto sul social network più famoso al mondo e su Youtube. Un’operazione praticamente a costo zero, che ha prodotto ad oggi circa 500.000 visualizzazioni* in totale. E i nostri clienti hanno subito capito la portata del fenomeno, tanto è vero che sempre più aziende richiedono la nostra consulenza nell’ambito del viral marketing. In tal senso, è in partenza una campagna di comunicazione che abbiamo realizzato per Monte dei Paschi di Siena, l’istituto bancario più antico al mondo, e in cantiere abbiamo altri progetti nel segno del viral.

*insights Facebook e Youtube

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